Teatro

Anime inquiete Il teatro e la letteratura fin de siècle mettono in scena una galleria impressionante di "anime inquiete", personaggi che sperimentano nella propria carne la difficoltà nel fare i conti con la banalità dell'esistenza, con la routine meschina del piccolo mondo borghese. Creature spesso fragili, percepiscono che l'essere umano è destinato ad altri orizzonti, aspira a relazioni dall'intensità ben diversa dal comune, è disponibile a una moltitudine di suggestioni che rimangono di norma vittima dei meccanismi logoranti della quotidianità.

Daranno voce a queste anime inquiete due giovani attori della Scuola del Piccolo Teatro di Milano, l'istituzione che tanto ha contribuito in questi anni al rinnovamento e alla qualità del panorama drammatico nazionale. La voce degli attori sarà contestualizzata in un ambiente musicale rigorosamente d'epoca, grazie al contributo d'un quartetto d'archi - la formazione classica per eccellenza - che di volta in volta proporrà atmosfere da interno borghese così come aperture all'immaginario operistico. Riferimento costante saranno il mondo sonoro di Giacomo Puccini, con i suoi melodrammi ma anche con la sua musica da camera, di raro ascolto, e la produzione, di straordinaria forza evocativa, delle Scuole Nazionali, che apportano dall'Europa del Nord una ventata d'irresistibile nostalgia.

TURANDOT REVISITED L'estremo capolavoro di Giacomo Puccini, che morì nel 1924 senza averlo potuto portare a compimento (Toscanini ne diresse la "prima" alla Scala nel 1926), viene proposto in questo festival a carattere spiccatamente pucciniano in una versione del tutto inconsueta. Di quest'opera formidabile, ispirata alla fiaba cinese settecentesca di Carlo Gozzi, viene messo in assoluto primo piano il valore del testo drammatico di Giuseppe Adami e Renato Simoni, il libretto che ha offerto le parole all'immortale musica pucciniana. Questa sarà presente, oltre che nella memoria degli spettatori, come "musica di scena", a contestualizzare la recitazione degli attori delle Compagnie Teatrali Besanesi. La regia di Giuseppe Riva e le scene di Dario Redaelli trasformeranno sala e palcoscenico in un teatro totale che rappresenterà l'antica Pechino, col duplice dramma del popolo e della reggia, di Turandot e Calaf. Luci, ombre cinesi, le danze del corpo di ballo messo a disposizione dall'Associazione Cultura "Giselle" di Besana in Brianza con la coreografia di Rosella Morra, completeranno la suggestione d'una notte orientale carica di passione e mistero. Una notte in cui, senz'altro, "nessun dorme".

Sviluppo: Mattia Riva - Art: Luciano Beretta