Musica

Nostalgia e solennità Un genio in erba. Giacomo Puccini, a coronamento dei proprio studi nella città natale di Lucca, si presenta con quello che resterà il suo capolavoro sacro, la Messa a quattro voci (detta comunemente "di Gloria"), anticipo e caparra delle delizie imbandite in un'eccezionale carriera da operista. MUSARTE 2010 s'inaugura nel segno di questa promettente primizia, cui viene affiancata una piccola serie di altre prove sinfoniche, pucciniane (i Crisantemi, composti in memoria del Duca d'Aosta) e di Gabriel Fauré, voce tra le più emblematiche dell'inquieta sensibilità fin de siècle.

Magie della tastiera - Un mondo in miniatura Lo strumento principe del Romanticismo, il pianoforte, corona opportunamente MUSARTE 2010 con un recital spettacolare. Sotto le dita di due interpreti, la tastiera si anima a rappresentare il brulicare di un mondo intero, chiamato in vita da una musica che nel corso di tutto l'Ottocento ha imparato alla perfezione l'arte di evocare la realtà in modo ancor più suggestivo, convincente e seducente delle arti visive. Nati proprio come omaggio alla pittura, i celebri Quadri di un'esposizione del russo Modest Musorgskij, scritti originariamente per il pianoforte benché oggi più noti nella trascrizione orchestrale, superano la pittura stessa nel potere evocativo, così come un intero zoo musicale è messo in scena dal Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns, in grado di dar voce perfino ai muti pesci. Chiude il programma il raffinato modernismo cameristico della Sonata per due pianoforti di un altro formidabile francese, Francis Poulenc, sorridente apertura a un nuovo mondo sonoro.

Messa di gloria Gustata nel contesto laico d'un concerto sinfonico-corale, la Messa a quattro voci (che per consuetudine è detta impropriamente "di Gloria") riconquista il posto che le spetta all'interno del rito che la vide eseguita per la prima volta il 12 luglio 1880 nella Basilica di San Paolino a Lucca. Il mutamento di prospettiva illuminerà ancor meglio i valori spirituali dell'opera, mostrandone la funzionalità rispetto alle esigenze della liturgia, in tempi in cui la Chiesa rappresentava uno dei principali committenti della produzione musicale. Un ritorno della musica d'arte nella liturgia che negli ultimi anni viene perseguito con grande interesse nella cultura italiana e che rappresenta ormai una tradizione radicata per le compagini corali di Besana.

Sviluppo: Mattia Riva - Art: Luciano Beretta